SPORT 55: DAVIDE CIPRIANI CI RACCONTA COME NASCE UN CAPOLAVORO

Davide Cipriani, designer del Filippetti S 55, ci spiega com’è nato questo progetto.

Un conto è disegnare una barca alla moda, un altro è disegnare una barca che non passerà mai di moda. Per informazioni sulla seconda chiedere a Davide Cipriani, dalla cui matita ha preso forma il Filippetti S 55, uno yacht destinato a rimanere attuale, anche tra mezzo secolo.

Se andiamo a descrivere l’ammiraglia del cantiere marchigiano, gli ossimori si sprecano: è sportiva ma anche raffinata, è grintosa ma anche leggiadra, è classica ma anche innovativa. Ed è proprio grazie a questo continuo gioco di contrasti che l’S 55 resterà sospeso nel tempo per molto tempo.

davide-cipriani-filippetti-s55A bordo del modello principe di Filippetti Yacht, il passato rivive e il futuro è adesso. Davide Cipriani di CentrostileDesign ha messo la clessidra in orizzontale e ha forgiato un open di assoluta bellezza. E il bello, si sa, è un concetto senza età.

Abbiamo incontrato il noto designer emiliano al 60 esimo Salone di Genova, a bordo del suo capolavoro e, seduti comodamente nel pozzetto, nonché rigorosamente distanziati e “mascherinati”, ci siamo fatti raccontare la gestazione, la nascita e l’evoluzione di questo cruiser dalla forte personalità e dalle vestigia tradizionali.

Un’opera d’arte neoclassica declinata alla nautica.

L’S 55 nasce da un progetto grafico importante, basato sui volumi, sulla luminosità e sulla muscolarità dell’imbarcazione“, spiega Cipriani. In effetti, non appena saliamo gli scalini che dalla plancia di poppa conducono al cockpit, restiamo colpiti dai grandi spazi vivibili, dalla cospicua quantità di luce che filtra attraverso le ampie finestrature e dalla solidità dell’intera struttura.

Prima abbiamo ragionato sull’ampiezza dei volumi, tracciando una carena più imponente rispetto a quella delle altre barche, un carena che fosse filante, dinamica e al contempo massiccia, soprattutto nella parte posteriore. Poi, per valorizzare al massimo i volumi, abbiamo applicato su di essi lo strumento di design per antonomasia che è la luce. A proposito di luce, il progetto iniziale prevedeva un hard-top completamente di vetro. Solo successivamente abbiamo deciso di inserire i montanti, tutti ridotti al minimo per enfatizzare la luce, quindi non perdendo nulla in termini di grafica ma conservando la trasparenza e un campo visivo eccellente anche in altezza. Aggiungendo poi due lunghe finestrature nella tuga, la luce penetra abbondantemente anche sottocoperta”.

La porta (sul mare) che non c’è

Filippetti Sport 55Uno degli snodi cruciali del progetto S 55 è stato il disegno della grande porta a vetri che scompare e appare dal calpestio del main deck, favorendo una “continuità territoriale” tra il pozzetto e il salone. Cipriani è riuscito così a creare una specie di attico sul mare sfruttando la suddivisione, labile e mutevole, tra ambiente interno ed esterno.

“Il tema iniziale è sempre stato l’ingresso della zona lounge – racconta Cipriani – Con Giovanni e Fausto Filippetti abbiamo fatto chiacchierate di ore e ore in merito a questa possibilità, ma quello che vedete non è il varco che avevamo in mente in origine: pensavamo a una porta più economica, in linea con il mercato, ma Giovanni voleva qualcosa di esclusivo, da qui è nata l’idea di questa porta automatizzata che oggi rappresenta il dna della barca. Senza questa vetrata a scomparsa, lo spazio dell’area living sarebbe dimezzato, invece abbiamo un salone degno di un superyacht, raro da trovare su una barca di queste dimensioni“.

Il lower deck è un appartamento a tutti gli effetti, sorprendentemente generoso anche in altezza e costituto da una grande master cabin, due vip (una con letto a castello e l’altra con letto a una piazza e mezzo), due toilette e un confortevole angolo cucina collocato nel vasto disimpegno.

L’ampio spazio interno deriva dall’utilizzo di una carena mediamente più alta e più larga di una barca normale. I puristi, i conservatori, sono scettici in merito ai baricentri, ma oggi laFilippetti Sport 55 tecnologia è profondamente cambiata, uno perché le carene odierne sono più versatili, due perché adesso sono disponibili dei tool che prima non esistevano come il Seakeeper, quindi oggi noi designer possiamo prenderci qualche libertà in più rispetto a una volta senza rinunciare in altezza come si faceva in passato: ora la tecnologia ci viene incontro moltissimo“.

Design organico ispirato all’automotive

Sul Filippetti S 55 gli spazi sono super, ma senza un’intelligente distribuzione sarebbero fini a se stessi. “La proporzione è una caratteristica imprescindibile dei miei disegni: preferisco disegnare qualcosa di meno bello ma più proporzionato. Per molti cantieri la proporzione è un problema, per me invece è il must di partenza. La proporzione va di pari passo con un design organico e unitario: dettagli sì ma senza esagerare, perché ciò che conta è l’unitarietà della barca, che nel suo insieme deve essere funzionale e ordinata“.Filippetti Sport 55

“Il design non deve essere un eccesso di dettagli: come dicono gli americani, ‘less is better’. Da questo punto di vista, l’S 55 è una barca tradizionale che s’ispira all’automotive di tanti anni fa, quando andava forte lo stile neoclassico, basato sull’armonia delle forme connessa alla logica del volumi e contemporaneizzato attraverso le funzionalità tecnologiche più moderne e sofisticate. Tutto questo rende l’S 55 una barca senza tempo, che non invecchierà mai“.

Sport 55Ma il Filippetti S 55 magistralmente disegnato da Cipriani è anche veloce, capace di toccare i 40 nodi con una coppia di Volvo Penta D13 – IPS 1200 da 900 cavalli cadauno. Una velocità massima davvero niente male per la versione IPS, la più “tranquilla” tra quelle suggerite. In effetti, conclude il designer, “lo Sport 55 trasmette velocità solo a guardarlo da fermo“. Provare per credere. Noi ci crediamo: lo abbiamo già provato!

 

 

 

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